di Redazione Online_

Forse non passeranno alla storia perché sono buoni e gentili. Il loro rap è duro, crudo, a volte cruento. I testi delle loro canzoni sono al limite della legalità, e a volte anche la loro vita, almeno prima di avere successo.

I rapper non sono delle signorine. Sono sboccati, sfacciati, mai sdolcinati e quando non vanno d’accordo tra loro si sparano addosso di tutto nelle loro strofe ( e a volte non solo strofe…).

Sono più genere “Maledetti e dannati”, se non fosse che sono sempre freschi di doccia, vivono dal parrucchiere e indossano solo capi firmati, sempre nuovi.

Cantano di sesso, soldi, droga, alcol. 

Nessuno penserebbe a loro come a dei gentiluomini.

Eppure, nel profondo, lo sono molto più chi ha la facciata di persona per bene. 

Non è un luogo comune.

Intanto tra loro si chiamano “bro”, fratelli. E poi fanno squadra. Sono leali, onesti, perfino educati. 

Dicono addirittura grazie in un mondo in cui “grazie”, “prego”, “scusi”, le tre parole chiave dell’educazione, sembrano passate di moda.

Poi si aiutano tra di loro con i featuring, che sono le partecipazioni di un artista nel lavoro di un altro. 

Uno fa la strofa all’altro, l’altro fa la strofa a lui.

Certo, direte “per forza lo fanno per soldi”. Chi è che non fa le cose per soldi? i rapper fanno tutto per soldi. 

Ma anche perché così aumentano la loro visibilità conquistando anche il pubblico. Ma non è solo quello. È il fatto di riconoscere il talento altrui e di valorizzarlo. Qualcosa che può sembrare scontato e invece non lo è per niente, visto che in altre categorie non succede neanche per sbaglio, anzi succede proprio l’opposto.

 I rapper si tengono vicino chi brilla, cosi brillano di più anche loro. 

Sanno di essere forti e non temono chi è forte come loro. Anzi, lo coinvolgono. Così respirano nuovo talento, nuova linfa e nuova forza.

Ed è con questo meccanismo che hanno ribaltato il sistema dalla musica italiana. Ora sono loro la musica italiana e infatti dominano le classifiche. 

Altra cosa:  i rapper si fanno pubblicità tra loro quando esce un album. 

Tanto il pubblico ha sempre bisogno di nuove canzoni, soprattutto adesso che i ragazzi ascoltano tutto via streaming sul telefono o sul pc. 

C’è spazio per tutti. Basta fare staffetta, che è quello che stanno facendo loro. 

C’è molta più gentilezza, collaborazione e lealtà di quanto si possa immaginare. Qualcosa che va davvero oltre il denaro. È una questione di principio, un codice morale, uno spirito di collaborazione che li porta a spalleggiarsi o a difendersi tra di loro anche quando sono indifendibili. 

E questo non si vede tanto dai “feats” ma anche dagli amici che hanno in galera. 

Nella vita normale se uno sbaglia si ritrova solo. 

Se chi sbaglia è l’amico di un rapper, troverà ancora il suo amico quando esce di prigione. Per loro gli amici sono sacri. Ricorrono in tante canzoni. Ed è vero che sfoggiano collane grosse come catene e Rolex tempestati di diamanti ma sono molto più generosi con la gang di quelli che fanno i finti poveri. 

I rapper sono dei bulli, ma con dei valori. Non fanno muro a chi arriva dal basso. I giovani che valgono non faticano a farsi aiutare.

Rkomi sognava un feats con Marracash e lo ha avutoErnia sognava un feats con Guè e lo ha avuto. Junior Cally canta con Highsnob. Potrebbe anche sembrare scontato perché il piccolo si avvale dell’aiuto del grande. Il pubblico percepisce questo spirito di squadra e li ama.

È una questione di rapporti prima che di opportunità. Poi ovvio, come tutti i rapporti, ogni tanto saltano. Ma il sistema non salta. Anzi ne beneficia. 

Trx Radio, che manda in onda solo rap, ha avuto subito un boom di contatti, come se la gente non aspettasse altro. 

Merito della visibilità che i rapper si regalano tra di loro. 

L’unione fa la forza. 

È una lezione. La danno i rapper, quelli allergici alla scuola. 

La lealtà non è questione di istruzione.